Patologie

Cisti Sacrococcigee

DEFINIZIONE, SINTOMI, DIAGNOSI

E’ una formazione cistica che prende il nome dalla regione in cui si manifesta. Si forma tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare e nella quasi totalità dei casi contiene peli formati. I sintomi sono quelli di un fastidio locale con perdite sierose o purulente durante la fase cronica mentre compaiono dolore e febbre in caso di formazione di un ascesso, spesso dovuto ai microtraumi ripetuti (deambulazione, stazione seduta). La diagnosi è essenzialmente clinica con presenza in sede sacrococcigea di una tumefazione dolente con cute arrossata in caso di ascesso o di un orifizio fistoloso mediano o gluteo più o meno secernente nella fase cronica.

TRATTAMENTO CHIRURGICO

La terapia della cisti sacrococcigea è esclusivamente chirurgica. Non si deve intervenire nella fase di ascessualizzazione se non per drenare l’eventuale ascesso. L’intervento di asportazione va invece effettuato quando il processo patologico è in un momento di quiescenza e consiste nell’esplorazione accurata della regione sacrococcigea con asportazione completa di tutta l’area contenente la cisti e l’eventuale fistola.L’entità dell’asportazione è legata al volume della cisti ed alle sue eventuali ramificazioni fistolose per cui nei casi di malattia recidivata più volte l’escissione può diventare così ampia da rendere difficoltosa la chiusura dei lembi cutanei. Altre volte la sutura dei lembi può essere controindicata dalla persistenza di fenomeni infiammatori residui. Il chirurgo dovrà quindi essere in grado di scegliere il miglior trattamento per il singolo caso, considerando che la mancata sutura porterà alla necessità di medicazioni protratte nel tempo mentre la chiusura dei lembi è gravata da un numero maggiori di complicanze (ematomi, rottura dei punti, ascessi).
Da qualche mese è in via di sperimentazione una terapia non chirurgica, che consiste nel posizionamento di un doppio drenaggio costituito da un filo spesso di Silastic. Ciò è eseguito ambulatorialmente in anestesia locale. Il drenaggio continuo, e la messa in tensione del filo in silastic, fanno si che i tessuti si detergano e si disinfiammino, rendendo un eventuale intervento di asportazione della fistola, assai meno traumatico ed invasivo. Tuttavia nella grande maggioranza dei casi, si assiste invece a progressiva guarigione dei tessuti con espulsione del drenaggio, evitando così il ricorso alla chirurgia. Nel corso del periodo in cui il drenaggio è in sede, è sufficiente una rigorosa igiene locale, ma la ferita resta scoperta

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